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Nella prima parte della storia della Ferrovia a scartamento ordinario in Sardegna abbiamo visto che la prima tratta ferroviaria Cagliari - Villasor venne inaugurata il 1 Maggio 1871. Nello stesso anno, il 3 settembre, venne inaugurata anche la tratta Villasor - San Gavino. A seguire nell’anno 1872 vennero inaugurate le seguenti tratte :

Dopo l’attivazione delle suddette tratte sarebbero passati ben 2 anni per vederne entrare in esercizio altre. Infatti la tratta Sassari- Ploaghe venne inaugurata il 15 agosto del 1874 e il 6 dicembre dello stesso anno la tratta Ploaghe - Ozieri. Con l’entrata in esercizio di quest’ultima si completavano i lavori, previsti per 197 Km, delle linee facenti parte delle convenzioni fino a quel momento firmate.

A causa della costruzione della tratta Sassari - Ploaghe, che assorbì ingenti risorse finanziarie, e delle nuove correnti che agitavano l’opinione pubblica, i lavori rimasero sospesi per ben 2 anni (1875 e 1876). Inoltre il 31 dicembre 1876 scadeva l’appalto con l’imprenditore Gaetano Semenza e così dal 1 gennaio 1877 la gestione delle linee sino a quel momento in esercizio venne assunta in proprio della Compagnia Reale.

Il 1 maggio 1877 venne stipulata la quinta convenzione tra la Compagnia Reale, rappresentata dal Commendatore Epaminonda Segrè, ed il Governo. L’ingegnere Capo della Compagnia Reale, Benjamin Piercy, professionista d’esperienza internazionale, abile imprenditore e profondo conoscitore della Sardegna, fu incaricato, con ampi poteri e completa responsabilità, di eseguire i lavori di completamento della rete ferroviaria principale della Sardegna. In questa convenzione vennero fissate le modalità di costruzione delle linee, cosiddette del secondo periodo, che si diramavano da Ozieri; una verso Oristano e l’altra verso Terranova. Rispetto al progetto iniziale il tratto verso Oristano subì una modifica del tracciato per volere ed interesse personale dell’Ing. Piercy. Infatti il primo progetto prevedeva che il percorso attraversasse la valle del Tirso, i monti del Goceano e quindi arrivare ad Ozieri, mentre il tracciato fu modificato facendogli fare un lungo giro per giungere a Macomer e successivamente passare per l’altopiano di Campeda, dove l’ingegnere possedeva un’azienda di centinaia di ettari di terreno. La giustificazione della modifica del tracciato fu che la valorizzazione delle proprie aziende avrebbero portato benefici a tutti i sardi sotto forma di posti di lavoro e benessere economico. Infatti nella stazione di Campeda potevano confluire tutte le merci delle sue attività con destinazione Cagliari. Tale cambiamento suscitò numerose polemiche sia a livello politico che popolare , l’opposizione più feroce fu della città di Nuoro perché il vecchio tracciato sarebbe passato a circa 35 Km dalla città ed avrebbe raggiunto un numero maggiori di paesi percorrendo una tratta più corta di ben 7 Km. Questa forte protesta dei nuoresi fece sì che in seguito il Governo dovette adoperarsi per varare una legge che, in seguito, dette vita alla nascita delle ferrovie secondarie in Sardegna.

Seguiteci per la terza parte!

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