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Dal 2018 la nostra Associazione collabora con la Polifonica Quartese diretta da Daniela Porru mettendo in scena a Dicembre degli spettacoli di canti, poesie e brani di prosa.

Per le ben note vicende legate al Covid lo scorso Natale non abbiamo potuto tenere lo spettacolo, quindi vorremmo riproporvi alcuni dei brani di prosa e delle poesie degli scorsi anni.

Oggi vi proporremo due brani:

Chilivani e la leggenda della bella principessa Indiana

Si dice che Chilivani debba il suo nome all’amore del costruttore della ferrovia Cagliari‐Sassari, l’ingegnere gallese Benjamin Herbert Piercy, per una bellissima principessa Parsi. Un amore mai dimenticato, ma è davvero così?

L’ingegnere gallese già amico di Garibaldi e uomo dai molteplici interessi, colui che guidò la costruzione della ferrovia sarda in pieno ‘800, aveva avuto durante la precedente esperienza lavorativa in India (sempre in campo ferroviario), una bellissima amante, una principessa Parsi dal nome di Kiliwai.

È da credere che un’ardente e gentile fanciulla indiana possa essersi innamorata di un biondo ingegnere inglese, cosa che potrebbe essere anche vera.

La leggenda dice che non potendo dimenticarla decise di dare alla stazione ferroviaria presso Ozieri, il nome di lei, italianizzato in Chilivani.

In realtà, una volta che la leggenda di cui sopra si fu diffusa, si venne a sapere che in più antichi documenti della Mensa Vescovile di Alghero, datati 1643, tutta la zona veniva citata come “Su saltu de Quilivane” (cioè l’agro di Chilivani).

Il che non vuol dire che il Piercy non abbia davvero amato una bellissima donna indiana, dal nome simile all’agro ove doveva passare la ferrovia da lui costruita.

Potrebbe essergli sembrato un segno o uno scherzo del destino, così decise di dargli proprio quel nome.

I documenti riportati tolgono alla stazione di Chilivani quel fascino di mistero che l’avvolgeva, quel non so che di romantico, di sentimentale e di esotico che la leggenda le aveva conferito.

In compenso le restituisce il suo vero volto, la vera origine del suo nome e la sua sardità.

L’eroico ferroviere Francesco Carta

Sulla “Domenica del Corriere” del 13 giugno 1943 viene ricordata una vicenda di cui fu protagonista l’eroico macchinista Francesco Carta, in servizio presso il Deposito Locomotive della stazione di Cagliari.

Sul giornale, tratto da un articolo di Virgilio Lilli pubblicato sul “Corriere della Sera” insieme ad una illustrazione di Walter Molino che rappresenta l’accaduto, è citato l’episodio avvenuto durante la Seconda Guerra Mondiale con questa citazione:

“… ecco un aeroplano americano… volare contro un treno, mitragliandolo, / pronto a sollevarsi a tempo opportuno, convinto che il macchinista frenasse, si

buttasse alla campagna…

Ma il macchinista non fermò, lanciò il treno alla disperata contro l’aeroplano…

La locomotiva cozzò contro l’apparecchio… lo polverizzò…

E il treno continuò la sua corsa forsennata fino alla galleria”.

Il conducente della locomotiva è sopravvissuto all’accaduto per altri 30 anni, portando con sé come ricordo dell’avvenimento una scheggia conficcata nel suo collo.

Il prossimo post conterrà altri due brani del 2018, seguiteci con il consueto affetto.

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